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Educazione e sicurezza

Richiamo del Cane: Come Insegnarlo e Farlo Tornare

Il cane torna quando tornare conviene. Il lavoro è far sì che convenga sempre, anche al parco e anche davanti a un altro cane.

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Aggiornata il · A cura della redazione di Canely, sulle FAQ verificate dell’app

In breve

Il cane non torna quando lo chiami perché il richiamo gli ha annunciato la fine del divertimento o una sgridata. Per insegnarlo scegli una parola nuova o un fischietto, premiala con qualcosa di molto gustoso e allenati in quattro tappe: casa, giardino, lunghina da 5-10 metri e infine luoghi con distrazioni. Non chiamarlo mai per qualcosa di spiacevole.

In questa guida

  • ✓Perché il cane non torna, e come si rovina un richiamo
  • ✓Quando cambiare parola e come caricare un segnale o un fischietto
  • ✓Le fasi: casa, giardino, lunghina da 5-10 metri, distrazioni
  • ✓La regola da non rompere mai e i giochi che allenano il richiamo
  • ✓Il richiamo di emergenza e cosa fare se il cane scappa

Il richiamo è il comando che può salvare la vita del cane, e anche quello che più spesso smette di funzionare. Non per testardaggine: perché, chiamata dopo chiamata, il cane ha imparato che tornare non gli conviene.

Qui trovi come rimettere le cose in ordine: da dove nasce il problema, come scegliere il segnale, le fasi dalla casa al parco e cosa fare nel momento peggiore, quando il cane scappa.

Perché il cane non torna quando lo chiami

Un cane che non torna non ti sta sfidando. Sta facendo un calcolo semplice: cosa ci guadagno a lasciare questo odore, questo cane, questa corsa, per venire da te? Se la risposta, in passato, è stata "niente" o "qualcosa di brutto", il calcolo è presto fatto.

Quasi sempre il richiamo si è rovinato da solo, una chiamata alla volta, senza che nessuno se ne accorgesse.

La chiamata annuncia la fine del divertimento

Al parco lo chiami solo per agganciare il guinzaglio e andare via. Il cane impara che "vieni" significa "basta giocare".

Arrivare costa caro

Torna dopo cinque minuti e lo sgridi. Per lui la lezione è una sola: tornare da te porta guai.

La parola è consumata

"Vieni, vieni, vieni!" ripetuto senza conseguenze diventa rumore di fondo, come il frigorifero che ronza.

Mai allenato fuori casa

In salotto torna sempre, al parco mai. I cani generalizzano poco: ogni posto nuovo va allenato da capo.

Il premio non vale la fatica

Una crocchetta non compete con un gatto che scappa. Il premio deve battere quello che il cane sta lasciando.

Se quando senti "vieni" il cane si allontana, si abbassa o gira la testa dall’altra parte, la parola è avvelenata: per lui predice qualcosa di spiacevole. Non provare a ripararla, cambiala.
Springer spaniel che corre verso la proprietaria su un prato con la lunghina

Scegli il segnale: una parola nuova o il fischietto

Se il tuo "vieni" ha anni di storia sbagliata alle spalle, ricominciare da una parola nuova è più veloce che ripulire quella vecchia. "Qui", "a me", "torna": va bene qualsiasi parola breve, diversa dal nome del cane e dagli altri comandi, che in casa usate tutti allo stesso modo.

Il fischietto ha tre vantaggi: arriva lontano, suona sempre uguale chiunque lo usi e non trasmette la tua agitazione. Una voce che chiama un cane vicino alla strada è tesa e acuta; un fischio resta un fischio. Lo svantaggio è che devi averlo sempre in tasca. Molti usano entrambi: la voce per la quotidianità, il fischio per le distanze e le emergenze.

Qualunque segnale scegli, va "caricato" prima di usarlo: il cane deve sentirlo come l’annuncio di una cosa bellissima, prima ancora di sapere che deve fare qualcosa.

  1. 1Prepara dieci premi del valore più alto che hai: pezzetti di pollo bollito, un po’ di formaggio, i premietti morbidi che preferisce. Piccoli come un’unghia, così ne puoi dare tanti.
  2. 2Con il cane vicino e tranquillo, emetti il segnale (parola o fischio) e subito dopo dai un premio. Non chiedere niente: niente seduto, niente avvicinamento.
  3. 3Ripeti dieci volte, in momenti sparsi della giornata, per tre o quattro giorni.
  4. 4Il segnale è carico quando il cane, sentendolo, si gira di scatto verso di te con l’aria di chi aspetta qualcosa. Solo da quel momento inizi a usarlo come richiamo.
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Il richiamo si costruisce con tante ripetizioni brevi, tutti i giorni, e con tutta la famiglia che usa lo stesso segnale. Canely mette le sessioni di addestramento nella routine del cane con un promemoria e mostra a tutti chi le ha fatte. Gratis su iPhone e Android.

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Insegnare il richiamo al cane: casa, giardino, lunghina

Il richiamo si costruisce aumentando la difficoltà un gradino alla volta. Ogni gradino va ripetuto finché il cane torna quasi sempre al primo segnale; se sbaglia due volte di fila, torna al gradino prima. Il segnale si dice una volta sola, con voce allegra.

  1. 1In casa: chiama il cane da una stanza all’altra, quando è a pochi metri e non sta facendo niente di interessante. Festa e premio ricco all’arrivo. Cinque richiami a sessione, non di più.
  2. 2In giardino o in un’area recintata: stessi richiami, poi con piccole distrazioni, mentre annusa un cespuglio o gioca con un giocattolo.
  3. 3Con la lunghina: fuori, in un posto tranquillo, aggancia una lunghina da 5-10 metri alla pettorina. Lascia che si allontani, aspetta che sia distratto ma non troppo, e chiama. Se non torna, non tirare: fai qualche passo indietro, battendo le mani, per invogliarlo.
  4. 4Con distrazioni crescenti: sempre in lunghina, prima a grande distanza da cani e persone, poi più vicino. Il richiamo davanti a un altro cane che gioca è l’ultimo gradino, non il primo.
  5. 5Senza lunghina: solo quando, con la lunghina che si trascina a terra, il cane torna in quella situazione nove volte su dieci. E solo dove è consentito lasciarlo libero.
La lunghina va agganciata alla pettorina, mai al collare: se il cane parte di scatto, il contraccolpo sul collo può fargli male. Non avvolgerla intorno alla mano o alle dita e usa dei guanti se il cane è grande. Lunghine oltre i 10 metri diventano difficili da gestire e si impigliano ovunque.
Infografica: le quattro tappe per insegnare il richiamo, dalla casa al parco
Le quattro tappe del richiamo: casa, giardino, lunghina, parco con distrazioni

Il premio e la regola che non si rompe mai

Il richiamo è l’unico comando in cui chiedi al cane di rinunciare a qualcosa che desidera in quel preciso momento. Per questo va pagato più di tutti gli altri, e per molto più tempo: niente crocchette normali, ma i bocconi migliori che hai, riservati solo a questo.

E poi c’è la regola che non si rompe mai: il segnale di richiamo non annuncia mai una cosa brutta. Bagno, unghie, medicine, fine del gioco: in questi casi vai tu a prendere il cane, senza chiamarlo.

All’arrivo, festa vera

Premio dato vicino al tuo corpo, voce contenta, una carezza se gli piace. I primi secondi dopo l’arrivo sono quelli che il cane ricorda.

Tocca il collare, poi premia

Prendi l’abitudine di toccare collare o pettorina prima del premio. Eviti che il cane impari a fermarsi a un metro da te.

Chiama e lascia andare

Durante la passeggiata chiamalo più volte, premia e rimandalo a giocare con un "vai". Così il richiamo non coincide con la fine della libertà.

Mai sgridarlo quando arriva

Anche se ci ha messo dieci minuti. Ciò che premi o punisci è sempre l’ultima cosa che ha fatto, ed è tornare da te.

Giochi che allenano il richiamo

I giochi sono il modo migliore per fare tante ripetizioni senza che il cane si annoi, e insegnano anche la cosa più importante: che correre verso di te è divertente.

Nascondino

Un familiare tiene il cane, tu ti nascondi in un’altra stanza e lo chiami una volta. Quando ti trova, festa grande. Aumenta pian piano la difficoltà dei nascondigli.

Ping-pong

Due persone a qualche metro di distanza si chiamano il cane a turno, premiandolo all’arrivo. Poi aumentate la distanza, fino a due stanze o ai due lati del giardino.

Corsa al contrario

Chiama e scappa nella direzione opposta. I cani tendono a inseguire chi si allontana, quindi arrivano più veloci.

Richiamo nel gioco

Mentre gioca a riporto, chiamalo prima del lancio e premialo con il lancio stesso. Il richiamo diventa parte del gioco.

Il Nascondino è uno dei giochi del Gioco del giorno di Canely, con istruzioni e livello di difficoltà: un modo semplice per fare richiami in casa anche nelle sere in cui fuori piove.

Il richiamo di emergenza e cosa fare se scappa

Il richiamo di emergenza è un secondo segnale, diverso da quello quotidiano, che usi solo quando conta davvero: un cane che punta verso la strada, un capriolo, un altro cane aggressivo. Visto che lo usi raramente, non si consuma.

  1. 1Scegli una parola o una sequenza di fischi che non usi mai per nient’altro.
  2. 2Caricala come il richiamo normale, ma con un premio eccezionale: una manciata di bocconi uno dopo l’altro, trenta secondi di festa, il suo gioco preferito.
  3. 3Allenala una o due volte alla settimana, non di più, nelle situazioni più facili.
  4. 4Se il cane scappa e non risponde, non inseguirlo: per lui è un gioco, e corre più veloce di te. Corri nella direzione opposta, accucciati a terra, fai rumore con il sacchetto dei premi.
  5. 5Quando arriva, anche dopo un quarto d’ora di paura, premia come se fosse stato perfetto. Se lo punisci adesso, la prossima volta ci metterà di più.
In Italia le regole su guinzaglio e cani liberi dipendono anche dalle ordinanze del comune e della regione: lascia il cane libero solo nelle aree dove è consentito, come le aree cani, e informati su cosa vale dove passeggi. Un ottimo richiamo non autorizza a sganciare il guinzaglio dove non si può.

Il cucciolo e la finestra da non sprecare

Nelle prime settimane a casa il cucciolo tende a seguirti ovunque: si sente al sicuro solo vicino a te. È il momento perfetto per caricare il segnale e fare decine di richiami facili, dentro casa e in giardino, tutti premiati.

Poi arriva l’adolescenza, spesso tra i sei mesi e l’anno, e il cucciolo che tornava sempre comincia a scoprire che il mondo è interessante. Non è un passo indietro definitivo, è una fase: torna alla lunghina, abbassa la difficoltà e continua a pagare bene. Chi ha costruito un buon richiamo da cucciolo attraversa questa fase molto meglio di chi parte da zero.

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Domande frequenti sul richiamo del cane

Scegli un segnale (una parola o un fischio) e caricalo associandolo a un premio di alto valore per qualche giorno. Poi allenalo un gradino alla volta: in casa, in giardino, con una lunghina da 5-10 metri all’aperto, infine con distrazioni crescenti. Chiama una volta sola, premia sempre e bene all’arrivo, e non usare mai il richiamo per qualcosa di sgradevole.

Di solito perché il richiamo, in passato, gli ha portato più svantaggi che vantaggi: lo hai chiamato per andare via dal parco, lo hai sgridato quando è arrivato, oppure la parola è stata ripetuta così tante volte da diventare rumore. A volte semplicemente non è mai stato allenato in quel posto, o il premio non vale quanto ciò che sta lasciando.

Non inseguirlo: per il cane diventa un gioco e lui è più veloce. Corri nella direzione opposta, accucciati, fai rumore con i premi o con un gioco. Quando arriva, premialo comunque, anche se ci ha messo molto. Se lo sgridi in quel momento, gli insegni che tornare da te è una cattiva idea.

Tra i 5 e i 10 metri va bene per quasi tutti i cani: abbastanza per dare libertà, non così tanto da diventare ingestibile. Va agganciata alla pettorina, non al collare, e non va avvolta intorno alla mano. Con cani grandi è utile indossare dei guanti.

Funzionano entrambi. Il fischietto arriva più lontano, suona uguale per tutta la famiglia e non trasmette la tua agitazione; la voce ce l’hai sempre con te. Molti usano la voce nella vita di tutti i giorni e il fischio per le distanze lunghe o come richiamo di emergenza. Qualunque sia il segnale, va caricato con premi prima di usarlo.

No. Il cane collega la sgridata a ciò che ha appena fatto, cioè tornare da te, non alla fuga di cinque minuti prima. Premialo anche se ci ha messo tanto, e la volta dopo riduci la difficoltà: lunghina, più distanza dalle distrazioni, premio migliore.

Da subito, appena arriva a casa. Nelle prime settimane il cucciolo tende a starti vicino e i richiami facili riescono quasi sempre: è il momento ideale per caricare il segnale e farne tanti, tutti premiati. Mettila in conto: durante l’adolescenza il richiamo spesso peggiora, e conviene tornare per un po’ alla lunghina.

In casa e in giardino bastano spesso poche settimane. Un richiamo che funziona anche davanti a un altro cane o a un animale selvatico richiede mesi di pratica regolare, e va mantenuto per tutta la vita del cane, continuando a premiarlo. Il richiamo non è mai "finito": è un conto in banca in cui devi continuare a versare.

Fonti

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Tornare deve convenire, sempre

Ogni richiamo premiato è un versamento, ogni richiamo per una cosa brutta è un prelievo. Canely ti aiuta a fare i versamenti con costanza, e se hai un dubbio puoi chiedere alla Guida AI: "come insegno il richiamo?"